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21 novembre 2018

10 domande frequenti sulla Fatturazione Elettronica che dovresti assolutamente leggere

Avete ancora diversi dubbi sulla fatturazione elettronica? Se la risposta è sì, abbiamo scritto per voi una lista di F.A.Q. aggiornate e semplificate che vi aiuteranno a comprendere meglio tutto ciò che concerne questa nuova normativa.

  • Quale è il Termine di Trasmissione?

La fattura elettronica immediata va emessa contestualmente nel momento in cui viene effettuata l’operazione. La contestualità va intesa come emissione entro le ore 24 del medesimo giorno di cessione, avuto riguardo alla data di formazione e contestuale invio al SdI, come riportata nel campo indicato nel tracciato xml. Tuttavia considerati i tempi tecnici di elaborazione, ai fini della consegna e messa a disposizione del cessionario/committente, il necessario adeguamento tecnologico richiesto e le difficoltà organizzative, non verranno applicate sanzioni quando il file fattura risulti inviato con un minimo ritardo, tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta.

  • Cosa fare in caso di fattura scartata?

In caso di fattura scartata il contribuente avrà 5 giorni per trasmettere nuovamente la fattura con la stessa numerazione utilizzata nella fattura originaria, ed una nuova numerazione speciale (per esempio numerazioni quali “1/R” o “1/S” inserite in un apposito registro sezionale), evidenziando nella stessa fattura il collegamento con la precedente.

  • Si può rifiutare una Fattura Elettronica?

A differenza della fattura PA il destinatario della fattura elettronica B2B non può più né rifiutare né accettare la fattura elettronica. In caso di fattura errata, non tecnicamente ma nei contenuti (cifre, prestazioni o prodotti fatturati, ecc.), bisognerà attivarsi e chiedere all’emittente della fattura l’emissione e l’invio tramite SdI di una nota di credito a storno della fattura errata.

  • Fatturazione elettronica: cosa succederà nel caso delle vendite web?

Anche queste andranno regolate tramite l’emissione di fattura elettronica in formato XML.

  • Per quanto riguarda i soggetti esteri?

Con riferimento alle cessioni di beni/prestazioni di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti in Italia non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica, bensì è previsto l’invio (mensile) all’Agenzia delle Entrate di una specifica comunicazione (una sorta di spesometro).

In alternativa può essere inviata fattura elettronica al SdI nel formato elettronico XML e il Codice Destinatario potrà essere compilato inserendo il codice convenzionale di 7 X (“XXXXXXX”), senza determinare lo scarto del documento. I soggetti che si avvarranno di tale possibilità, saranno esonerati ad adempiere mensilmente alla trasmissione dei dati delle fatture emesse dall’estero.

  •  E per quanto riguarda i soggetti identificati?

I soggetti meramente identificati in Italia, e non residenti nel territorio nazionale, non sono obbligati all’emissione di fattura elettronica: l’articolo 1, comma 909 della Manovra 2018, nonostante li includa espressamente, va interpretato in senso conforme alla decisione di autorizzazione di cui al Regolamento di esecuzione n. 282/2011 della direttiva 2006/112/CE. Pertanto l’obbligo riguarda solo i soggetti residenti o stabiliti. Tuttavia, i soggetti identificati possono essere destinatari di fatture elettroniche a condizione di assicurare loro la possibilità di ottenere copia cartacea della fattura, ove ne facciano richiesta.

All’art. 1, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015 è stato eliminato il riferimento ai soggetti “identificati”, in modo da “limitare” l’utilizzo obbligatorio della fatturazione elettronica alle operazioni effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia. (sono quindi esclusi dall’obbligatorietà i soggetti che si avvalgono di rappresentanti fiscali in Italia).

  • Le fatture elettroniche ricevute dal 1° gennaio 2019 potranno essere stampate e conservate su carta oppure dovranno essere conservate unicamente in digitale?

Le fatture elettroniche in formato XML trasmesse e ricevute tramite il SdI dovranno essere conservate in formato digitale secondo le disposizioni di cui al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014, e al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013. Tale attività potrà essere svolta tramite soluzioni di conservazione digitale in-house oppure esternalizzando il servizio verso conservatori accreditati.

L’Agenzia delle Entrate sarà obbligata a memorizzare tutte le fatture elettroniche che transitano attraverso SdI. Tale memorizzazione può essere considerata come conservazione, ai sensi del citato DMEF 17 giugno 2014.

  • Il Codice Destinatario oppure l’indirizzo PEC da inserire all’interno della fattura elettronica B2B può essere quello di un intermediario?

Sì, il Codice Destinatario, composto da 7 caratteri alfanumerici attribuiti dal SdI ai soggetti che hanno in essere un canale di ricezione accreditato, o l’indirizzo PEC, da inserire rispettivamente nel campo CodiceDestinatario e PECDestinatario, possono essere quelli di un intermediario che, per conto del cessionario/committente provvede a ricevere la fattura elettronica dal SdI e a smistarla al destinatario finale.

  • Cosa devo fare se il mio fornitore non adempie all’obbligo di trasmettere le fatture elettroniche tramite SdI, ma continua a inviarmele in PDF come allegato all’email?

L’art. 1 comma 6 del Decreto Legislativo 5 agosto 2015 n. 127, così come modificato dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205, riporta che in questi casi i cessionari/committenti devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio. Ciò significa che dovranno essere loro a provvedere a generare e trasmettere al SdI le fatture elettroniche (più precisamente le auto-fatture elettroniche) in formato XML pervenute dal fornitore tramite altri canali, come per esempio in formato PDF allegato alla email.

La suddetta procedura consentirà al cessionario/committente di procedere alla detrazione dell’IVA e alla deduzione del costo fatturato, evitando le sanzioni di cui all’art. 6 comma 8 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 471.

  • Se non volessi adeguarmi? Cosa rischio?

La fattura emessa con modalità diverse dal formato elettronico, verrà considerata non emessa e verrà applicata la sanzione prevista in caso di violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette ad IVA.

La mancata conservazione, invece, non permette l’esibizione nel giusto formato (elettronico) ed è pertanto sanzionabile come la mancata esibizione dei libri, delle scritture contabili e dei documenti fiscali.


C’è ancora altro da dire: col decreto legge n.119 del 23/10, collegato alla Finanziaria 2019, sono state attualizzare nuove modifiche alla normativa iva che riguarda la Fatturazione Elettronica.

  • Saranno applicate sanzioni?

Per il primo semestre 2019, non saranno applicati sanzioni nel caso in cui la fattura elettronica venga emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA.

Sarà applicata invece una riduzione dell’80% se la fattura elettronica sarà emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo.

  • Ci sono degli aggiornamenti circa l’emissione della fattura immediata?

Con la modifica dell’art. 21, DPR n. 633/72, a decorrere dall’1.7.2019:

la fattura va emessa entro 10 giorni (anziché al momento) dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’art. 6, DPR n. 633/72.

Nella fattura deve essere riportata anche la data in cui è effettuata la cessione/prestazione, ovvero la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, ossia la data di effettuazione dell’operazione, sempre diversa dalla data di emissione.

  • Ci sarà ancora una differenza tra fattura immediata e differita?

Con la modifica dell’art. 23, DPR n. 633/72 le fatture (emesse) devono essere annotate nel registro delle fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione e con riferimento allo stesso mese di effettuazione. La nuova disposizione non differenzia più tra fattura immediata e differita.

Le fatture relative alle cessioni di beni effettuate dall’acquirente nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente, c.d. “triangolazioni nazionali”, emesse entro il mese successivo a

quello della consegna/spedizione, vanno annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento al medesimo mese.

  • È ancora necessario numerare le fatture in ordine progressivo?

ANNOTAZIONE FATTURE ACQUISTI: A seguito della modifica dell’art. 25, DPR n. 633/72, sono riviste le modalità di registrazione delle fatture ricevute prevedendo che il contribuente deve annotare nel registro degli acquisti le fatture bollette doganali relative ai beni servizi acquistati/importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, comprese le autofatture ex art. 17, comma 2, DPR n. 633/72, anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta.

Con la nuova disposizione è stato soppresso l’obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture/bollette doganali e di conseguenza di riportare lo stesso nel registro.

È mantenuto il termine ultimo di annotazione rappresentato dal termine di presentazione del mod. IVA dell’anno di ricezione e con riferimento al medesimo anno.

  • Quando sarà possibile effettuare la detrazione iva sugli acquisti?

Con la modifica dell’art. 1, DPR n. 100/98 è previsto che entro il termine della liquidazione periodica può essere detratta l’IVA a credito relativa alle fatture ricevute e annotate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, ad eccezione per le fatture relative ad operazioni effettuate nell’anno precedente.