29 giugno 2018

Reach e sostenibilità: al convegno di AICTC.

Con oltre 20 relazioni tenute da esperti del settore, l’Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica (AICTC) ha organizzato il convegno Reach & Sostenibilità. Come cambia la nobilitazione: limiti e opportunità, durante il quale si è parlato in maniera approfondita di sostenibilità, sicurezza chimica, protezione dell’ambiente e delle persone.

L’Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica (AICTC) è uno dei soggetti più impegnati nella divulgazione tecnico scientifica finalizzata al settore della nobilitazione tessile e della produzione di coloranti, ausiliari, additivi. Come amano definirsi i suoi soci, AICTC è soprattutto “un luogo di confronto e dibattito” tra gli operatori (imprenditori, manager, ricercatori, docenti) che si occupano a vario titolo di tessile. L’Associazione ha una storia antica che risale al 1911 ed è tra i membri fondatori della Federazione Internazionale delle Associazioni di Chimica Tessile e Coloristica (IFATCC). Attraverso le pubblicazioni tecnico-scientifiche e gli eventi che periodicamente si tengono sia a livello nazionale che presso le sezioni territoriali attive nei più tradizionali distretti tessili, AICTC si è affermata come punto di riferimento riconosciuto nel mondo tessile, meccanotessile, scolastico ed industria chimico-tessile. In questa ottica, sono diventati appuntamenti fissi i due congressi che annualmente l’AICTC organizza a livello nazionale, promossi come volano per la diffusione della cultura chimico/coloristica applicata al settore tessile. Il primo degli eventi previsti per il 2018 si è tenuto a Milano il 2 marzo scorso ed ha avuto un titolo emblematico: “REACH & SOSTENIBILITÀ. Come cambia la nobilitazione: limiti e opportunità”. «Il convegno è stato un successo – ci racconta Stefano Cavestro (attuale presidente in carica e manager area vendita del gruppo chimico Huntsman) – Abbiamo registrato circa 300 iscrizioni e il dibattito è stato ricco ed articolato grazie ad oltre 20 relazioni tenute da esperti del settore, a conferma di quanto sia importante oggi parlare di sostenibilità, sicurezza chimica, protezione dell’ambiente e delle persone. Non è certo un caso che la nostra Associazione abbia deciso di dichiarare il 2018 anno della chimica, dell’ambiente e della sostenibilità».

IL CONVEGNO NEL DETTAGLIO

La discussione si è focalizzata sul regolamento comunitario Reach in continuo sviluppo ed applicazione step by step da un decennio, che vedrà la definitiva applicazione dal prossimo mese di giugno e che ha permesso all’industria che produce, importa e utilizza prodotti chimici sia di conoscerne meglio le caratteristiche di sicurezza che di armonizzare dati, informazioni e modalità di registrazione. «Il 2018 – ci informa Cavestro – rappresenterà un anno importante per i sostanziali cambiamenti nella gestione delle sostanze chimiche e delle loro miscele previsti dal Reach. Entro il 31 maggio 2018 infatti dovranno essere registrate tutte le sostanze prodotte o importate in quantitativi compresi tra 1 e 100 tonnellate all’anno, mentre in base al precedente regolamento l’obbligo di registrazione competeva i volumi superiori alle 100 tonnellate, quindi ai grandi operatori. Il nuovo scenario normativo peserà in particolare sulle piccole e medie imprese spesso meno attrezzate e preparate a gestire le complesse procedure del regolamento. E poiché il Reach è molto rigido le imprese che non registreranno le sostanze presso l’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) entro la data indicata non potranno più produrle, importarle utilizzarle. È bene ricordare che questo iter è obbligatorio per le imprese europee, ma non per i nostri competitor stranieri, asiatici in particolare, che attraverso prodotti finiti e semilavorati continuano ad introdurre in Europa prodotti chimicamente pericolosi, come è documentato pressoché quotidianamente dal Rapex, il sistema di allerta sui prodotti tossici distribuiti nei mercati europei». Nato per monitorare il grado di sicurezza dei formulati e delle sostanze chimiche prodotte, importate ed utilizzate in Europa, il Reach ha permesso dal 2007, anche grazie all’attività di 10mila aziende, di inventariare 130 mila sostanze ed identificare 181 sostanze ‘very high concern’, cioè particolarmente critiche per l’ambiente o gli esseri viventi. «Conoscere per gestire e mettere in sicurezza prodotti e processi chimici, questa è la finalità del regolamento Reach – commenta Giuseppe Rosace, docente presso il Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università di Bergamo e responsabile scientifico del convegno. Negli anni le imprese italiane hanno imparato a misurarsi con i suoi molteplici aspetti applicativi tanto che è frequente incontrare nelle aziende della nobilitazione tessile tecnici specificatamente dedicati alla gestione eco-tossicologica dei prodotti chimici utilizzati. Ma sarebbe limitante pensare che la sicurezza chimica dei processi tessili si esaurisca con gli obblighi del Reach. Come è emerso durante il nostro convegno, contestualmente agli obblighi normativi appena citati negli ultimi anni, si sono rafforzate in maniera più radicale strategie sviluppate su basi volontarie finalizzate a rispondere alla richiesta, sempre più pressante, di prodotti sicuri ed ecologicamente compatibili provenienti dai consumatori. Oltre alle certificazioni come Oekotex, Bluesign, Gots, per citare le più note, negli ultimi anni si sono diffusi protocolli e capitolati mirati a certificare l’assenza o la presenza entro quantitativi minimi di sostanze chimiche critiche. Si tratta di documenti a valore commerciale sviluppati direttamente dai brand, singoli o in forma associata come ZDHC, e imposti ai fornitori di filati, tessuti ed accessori. Una vera jungla in cui le imprese faticano talvolta ad orientarsi».

LE INIZIATIVE VOLONTARIE PER DOCUMENTARE LA SICUREZZA CHIMICA DEI PRODOTTI

La complessità del sistema di documentazione volontaria della sicurezza chimica è stata al centro di numerosi interventi durante il convegno che ha avuto una funzione davvero efficace: ha infatti dato modo di presentare i concetti fondamentali dei regolamenti cogenti, così come descrivere le caratteristiche premianti dei rispettivi modelli di sicurezza chimica ed ambientale e – in alcuni casi – anche sociale dei principali sistemi di certificazione su base volontaria. «È inoltre stato ricordato il ruolo che le organizzazioni ambientaliste – in particolare con la campagna Detox – hanno avuto nel dare a tutta la filiera della moda – dai brand alla supply chain fino ai produttori di coloranti e ausiliari – nuovi standard di chimica green. Un percorso non facile che prevede armonizzazione di linguaggi e di metodi di prova e più concretamente la sperimentazione di sostanze chimiche alternative a quelle solitamente usate e di cui sono noti efficacia e criticità ambientale. Un impegno che da alcuni anni coinvolge il meglio dell’industria chimica e tessile. È quanto è emerso con chiarezza dalle storie aziendali di imprese impegnate nella definizione di una propria strategia di sostenibilità come Eurojersey (famosa per il suo tessuto “Sensitive® Fabrics” realizzato con strategie di riduzione dell’impatto ambientale della sua produzione), Cotonificio Albini il cui titolare, Dott. Silvio Albini recentemente mancato è stato ricordato in apertura dei lavori, l’azienda di nobilitazione tessile toscana Gruppo Colle e il brand Guess. Dal canto suo l’industria chimica non ha mai smesso di investire in ricerca per fornire al mercato composti ecofriendly, come ad esempio quelli alternativi ai contestati composti poli- e per-fluorurati- PFC (Huntsman) o le molecole bio-based (Bozzetto), arrivando al coinvolgimento diretti nei processi di valutazione delle sostanze critiche (Basf). Si segnala infine il Politecnico che, a capo di una partnership di imprese tessili e di consulenza, ha presentato F-Susy, iniziativa sostenuta dalla Regione Lombardia per supportare le aziende nella valutazione della compliance dei propri prodotti con le principali MRSL presenti sul mercato. Particolarmente interessanti gli ultimi interventi che il ricco programma ha dedicato alla percezione delle sostenibilità attraverso il comportamento dei consumatori (Magni) o dei canali di comunicazione (Ruffino) per arrivare, in conclusione, ad una interpretazione delle fake news che la scarsa conoscenza delle tematiche promuove nell’opinione pubblica mal informata (Colombo). L’impegno per AICTC non si fermerà qui, ma continuerà per l’organizzazione del secondo convegno nazionale 2018.

Il regolamento REACH

In vigore dal 2007 il Regolamento Comunitario n.1907/2006 REACH, Registration, Evaluation, Authorization of Chemicals definisce il grado di sicurezza o pericolosità delle sostanze prodotte, commercializzate e utilizzate in Europa. Il regolamento ha l’obiettivo di assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell’ambiente e migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti dall’uso di prodotti chimici. Le sostanze e i prodotti chimici esaminati per la loro pericolosità sono inseriti in un database comune a tutti gli Stati membri dell’Unione Europea che stabilisce le modalità per la loro gestione o, se necessario, ne viene vietato l’utilizzo. I produttori di coloranti, ausiliari e additivi e gli utilizzatori devono documentare l’uso delle sostanze e dei composti chimici mediante schede tecniche che rendendo tracciabili i processi. L’onere della prova della sicurezza delle sostanze è attribuito alle aziende che devono identificare e gestire i rischi collegati alle sostanze che producono e vendono, dimostrare all’ECHA (European CHemicals Agency) come vengono gestiti i rischi e informare gli utenti delle misure di gestione adottate. Se tali rischi non sono gestibili, le autorità hanno la facoltà di imporre varie limitazioni all’uso delle sostanze e nel lungo termine le sostanze più pericolose devono essere sostituite con sostanze meno pericolose. Le sostanze definite dal regolamento “estremamente preoccupanti” sono inserite in un apposito elenco (Allegato XIV al Regolamento) e possono essere immesse sul mercato, per usi specifici e controllati, solo su richiesta delle imprese e se autorizzate dalla Commissione Europea. L’ECHA, con sede ad Helsinki, Finlandia, svolge un ruolo di coordinamento tecnico-scientifico delle attività previste dal Regolamento REACH e organizza la banca dati per raccogliere e gestire i dati forniti per la registrazione delle sostanze, anche allo scopo di garantire l’accesso del pubblico alle informazioni sulle sostanze chimiche.

Le prossime iniziative

AICTC organizzerà nei prossimi mesi una serie di incontri sempre sulle tematiche REACh e Sostenibilità presso le proprie sedi territoriali. L’Associazione inoltre, sarà particolarmente impegnata nell’organizzazione della prossima conferenza “Aachen, Dresden and Denkendorf International Conference” che si terrà ad Aachen, Germania nei giorni 29 e 30 novembre 2018. AICTC è stata scelta dall’organizzazione quale Associazione Italiana partner dell’evento.

 

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